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C. 01/01/1990

GUIDA PER L'ESECUZIONE DEGLI IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA

Estratto da istruzioni edite dall'ENEL e FEDERELETTRICA (Federazione Nazionale delle Aziende e dei Servizi Elettrici degli Enti Locali).

PRESENTAZIONE La presente "Guida per la esecuzione degli impianti di illuminazione pubblica" è stata predisposta da un gruppo di lavoro costituito da tecnici dell'Ente nazionale per l'energia elettrica (Enel) e della Federazione delle aziende elettriche municipalizzate (Federelettrica), secondo ben precise finalità. Tale guida è infatti destinata agli uffici tecnici dei Comuni, soprattutto di quelli di minori dimensioni, ove spesso un solo tecnico è chiamato ad assolvere i compiti più disparati, e può risultare anche di valido ausilio agli amministratori, chiamati a svolgere, come tali, compiti in campi diversi dalle loro normali attività. Chiarezza, semplicità, praticità sono le caratteristiche che si è cercato di conseguire nella stesura della guida; sono stati, di proposito, affrontati in maniera semplificata i criteri di progettazione e realizzazione, rinunciando in alcuni casi ad approfondimenti, a favore della chiarezza, soprattutto per quanto riguarda l'applicazione delle norme di prevenzione degli infortuni e di buona esecuzione degli impianti. I componenti del gruppo di lavoro hanno ritenuto, operando secondo le direttrici accennate, di compiere un utile lavoro, sotto l'aspetto tecnico, sociale, promozionale e di coprire uno spazio lasciato, purtroppo, vuoto dalla vigente letteratura tecnica italiana. E' opportuno ricordare, al riguardo, che la costruzione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica formano parte integrante dell'arredo urbano, la cui competenza è dell'amministrazione pubblica locale. Naturalmente, la costruzione o la gestione degli impianti possono essere eseguite in economia o tramite appalto, sempre, però, sotto la diretta responsabilità dell'Ente locale. Invece, la fornitura dell'energia elettrica è competenza dell'ente distributore, con la consegna in punti prestabiliti. Al fine di favorire la corretta esecuzione degli impianti, nella guida è, anche, compreso un prototipo di capitolato di appalto, che si presta ad un agevole impiego.

INDIRIZZI PER LA PROGETTAZIONE Scopo di questa pubblicazione è di fornire ai responsabili della progettazione e dell'esercizio degli impianti di illuminazione pubblica informazioni e suggerimenti atti ad individuare soluzioni adeguate e valide sotto l'aspetto tecnico ed economico. Per la parte impiantistica, cioè elettrica, meccanica e costruttiva, i criteri tecnici proposti sono basati sulle norme italiane vigenti. Per la parte illuminotecnica, per la quale non esistono norme ma solo raccomandazioni, si è tenuto conto, per quanto possibile, delle raccomandazioni esistenti in campo nazionale ed internazionale.

I dati ed i criteri qui riportati costituiscono solo una guida per le scelte che ogni progettista di impianti deve fare caso per caso, non essendo possibile esaurire tutti i numerosi problemi che possono in pratica presentarsi. Va tenuto presente, inoltre, che questi suggerimenti si riferiscono allo stato attuale della tecnica, per cui devono essere considerati come non definitivi e comunque soggetti ad essere rivisti e modificati non appena il progresso consentirà di ottenere risultati nuovi e migliori.

NORMALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI Altro scopo, non meno importante, di questa pubblicazione è quello di ottenere, a tempi lunghi, una necessaria omogeneità nei materiali e nei criteri costruttivi degli impianti. Ancora oggi, in molti casi, l'illuminazione stradale di Comuni contigui (come si rileva transitando su strade di collegamento) è realizzata con sistemi così differenti, da essere notati anche dall'osservatore profano: il tipo e la distribuzione dei centri luminosi, le lampade, i valori di illuminamento, i gradi di uniformità, il controllo dell'abbagliamento sono spesso troppo differenziati; mentre alcuni impianti sono inutilmente sovradimensionati, altri sono al di sotto delle condizioni di sicurezza e, dal punto di vista elettrico, sono ai limiti delle Norme di legge; inoltre le esigenze estetiche di diverse zone urbanistiche sono quasi sempre ignorate, con il pretesto di maggiori costi, il che non è vero per una ben studiata illuminazione artificiale. In particolare, è ben noto che una normalizzazione dei materiali riduce i problemi di progettazione, installazione, manutenzione, di approvvigionamento dei ricambi e di gestione delle scorte, e che una unificazione dei criteri impiantistici migliora la funzionalità, l'affidabilità e quindi la sicurezza: il tutto si traduce in una sostanziale riduzione dei costi sostenuti dalla collettività per il mantenimento di un certo servizio. Queste ed altre evidenti ragioni rendono necessario, e molto auspicabile, una razionalizzazione dell'illuminazione stradale. Pur rimanendo ogni Comune responsabile della propria illuminazione pubblica, il raggiungimento di una sufficiente omogeneità e qualità degli impianti potrebbe essere ottenuto mediante un coordinamento effettuato dagli organi regionali, subordinando i finanziamenti alla condizione che gli impianti nuovi siano progettati in conformità alle norme ed a precisi criteri di buona tecnica, e siano affidati per la costruzione e la manutenzione ad imprese di sicuro affidamento.

A PRINCIPI E RACCOMANDAZIONI GENERALI

1.1.3. Realizzazione di criteri di qualità nell'illuminazione stradale La realizzazione dei criteri raccomandati nei paragrafi precedenti richiede che si conoscano con precisione:

- la specificità della strada da illuminare;

- le caratteristiche fotometriche della pavimentazione stradale;

- le prestazioni fotometriche degli apparecchi di illuminazione;

- la geometria di installazione realizzabile. La prima raccomandazione sarà quella di definire valori concreti di illuminazione per le varie soluzioni che il progettista può affrontare. I valori di illuminamento ed i livelli di uniformità sul piano stradale, raccomandati per ciascun tipo di strada nelle pagine seguenti sono una combinazione fra i dati ricavati dall'esperienza impiantistica ed i requisiti richiesti dalla qualità illuminotecnica degli impianti trattati in precedenza.

1.1.3.1. Classificazione dei fattori che determinano il tipo di impianto La soluzione di un problema di illuminazione pubblica richiede l'analisi preliminare di tutti i fattori che caratterizzano l'impianto nei suoi aspetti costruttivi. E' quindi necessaria una classificazione di tali fattori, limitandosi, per ragioni pratiche, alla seguente casistica:

a) secondo l'area da illuminare (strade normali, autostrade, gallerie, ponti, ecc.) ;

b) secondo il tipo e l'importanza del traffico motorizzato; N.B. In Italia esiste la norma UNI 10005 "Classificazione delle strade in funzione del traffico" che però si riferisce solamente alle caratteristiche costruttive delle stesse;

c) secondo le caratteristiche fotometriche delle pavimentazioni stradali.

a) Classificazione degli impianti secondo l'area da illuminare La presente "guida" si limita a fornire i valori ed i parametri relativi al "campo" dell'illuminazione che si occupa delle strade normali: impianti continui per strade ad una o più corsie, curve regolari, incroci a pari livello, viali, ecc. ossia al campo dell'illuminazione stradale interessato dalla Pubblicazione C.I.E n. 12-2. Vi sono inoltre dei "campi" di applicazione dell'illuminazione stradale cosiddetti speciali in cui devono essere adottate disposizioni particolari. Essi sono:

-l'illuminazione di autostrade per le quali oltre alla pubblicazione 12-2 la C.I.E ha diffuso la pubblicazione n. 23 (TC 4-6) "Raccomandazioni internazionali per l'illuminazione delle autostrade;

- l'illuminazione delle gallerie per le quali è disponibile la pubblicazione n. 26 (TC 4-6) "Raccomandazioni internazionali per l'illuminazione delle gallerie stradali" ;

- l'illuminazione di "punti speciali" quali incroci, ponti, curve, strade sopraelevate, dossi, passaggi per pedoni, ecc. per i quali oltre alla Raccomandazione C.I.E 12-2 è disponibile la pubblicazione C.I.E n. 32 (TC 4-6) "Punti speciali in illuminazione pubblica" pubblicato simultaneamente al suddetto documento. Sono altresì considerati "campi speciali" le aree concernenti i parchi, le aree commerciali riservate ai pedoni, le vie di particolare importanza architettonica e così via per i quali oltre alla presente pubblicazione, si dovrà fare riferimento alla letteratura tecnica ed eventuali pubblicazioni del Comitato Tecnico 4-5 della C.I.E.

b) Classificazione delle strade secondo il traffico La C.I.E classifica le strade in 5 classi, secondo il tipo di traffico e le caratteristiche della strada. La classificazione è riportata nella tabella 1.1.3.1.

c) Classificazione delle pavimentazioni stradali La determinazione dei valori quantitativi e qualitativi dell'illuminazione di una strada dipende anche sostanzialmente dalle caratteristiche fotometriche della pavimentazione, che, caso per caso, dovrebbero essere conosciute, o rilevate. La C.I.E ha normalizzato le pavimentazioni in due tipi CI e CII in funzione del fattore di specularità della superficie della pavimentazione. I metodi di calcolo e di misura conseguenti, riservati a specialisti del settore e che richiedono conoscenze approfondite e complesse elaborazioni di dati esulano dagli scopi della presente "Guida". Ai fini pratici i tipi più comuni di pavimentazioni stradali sono stati classificati in quattro gruppi facilmente identificabili. Dal punto di vista dell'illuminazione stradale le superfici presentano maggiori difficoltà quando sono scure e levigate, specialmente se si tiene conto delle condizioni di fondo bagnato. Sarebbe opportuno, specialmente per i grandi Comuni, conoscere il rapporto medio tra il valore di illuminamento medio e la luminanza media dei tipi di pavimentazione normalmente usati nella zona, i quali ovviamente sono vincolati al tipo di inerti od aggregati reperibili entro breve o medio raggio. A titolo indicativo si riportano i valori medi di alcune città: Torino: 14 lx/cd/m2 - Udine: 14 lx/cd/m2 - Milano: 14 lx/cd/m2. Tale rapporto medio potrebbe essere ricavato mediante misure "una tantum" sulle installazioni esistenti con metodi di misura appropriati. Ai fini pratici la tabella 2 fornisce valori medi ricavati dall'esperienza in funzione del tipo di pavimentazione (tab. 1) e della classe dell'apparecchio di illuminazione (tab. 1.1.2.3). Da tale tabella si rileva la notevole importanza dello stato e del tipo di pavimentazione ai fini della sicurezza, tale fattore dovrebbe essere tenuto in considerazione dai progettisti delle strade e dagli operatori degli Enti preposti alla realizzazione e gestione della viabilità. Classificazione delle strade secondo il traffico (CIE) Classe della strada Tipo di densità della circolazione (1) Tipo di strada Esempio SOLA CIRCOLAZIONE STRADALE A Circolazione motorizzata consistente e veloce Strade con carreggiate separate, completamente libere da incroci a livello e con accessi interamente control- Autostrade – strade a scorrimento veloce B latiStrade importanti per circolazione solo motorizzata con possibili vie separate per veicoli lenti e/o pedoni Strade principali Strade importanti Circonvallazioni C Circolazione motorizzata consistente a velocità moderata (2) o consistente circolazione mista a velocità moderata Strade urbane od extra urbane importanti con tutti i tipi di utenti Strade radiali CIRCOLAZIONE MISTA D Circolazione mista abbastanza consistente di cui una forte proporzione è costituita da traffico lento o pedoni Strade in città o centri di vendita, strade di accesso ad aree ed edifici pubblici dove il traffico motorizzato incontra una consistente circolazione lenta o pedonale Strade principali Vie commerciali e di vendita ecc. E Circolazione mista a velocità e densità limitate Strade di collegamento tra aree residenziali (vie residenziali) e la rete di strade di classe A-B-C-D Strade di collegamento Strade locali ecc. (1) Laddove la configurazione della strada è al di sotto dello standard previsto per il tipo e densità di traffico considerato, è consigliabile installare una illuminazione di qualità superiore a quella raccomandata. Invece, nel caso in cui la configurazione della strada è al di sopra degli standard per la prevista densità di traffico, sarà giustificato adottare, per ragioni di economia, una qualità di illuminazione leggermente inferiore alle raccomandazioni. (2) Limite di velocità di circa 70 Km/h. Tabella 1 Gruppo Aspetto della pavimentazione relativo alla scabrosità Esempio R I (A) Molto chiara e molto scabrosa Asfalto con inerte molto chiaro od additivi chiari R II (B) Chiara con scabrosità elevata o media Calcestruzzo di cemento R III (C) Scura con scabrosità elevata o media Asfalto con inerte scuro a grana grossa. Pietra scura (lastre) R IV (D) Scura e levigata Asfalto liscio – Asfalto con inerte scuro a grana fine Tabella 2 Classe dell’apparecchio di illuminazione (1.1.2.3) Tipo di pavimentazione stradale (tab.1) R I Asfalto con inerti chiari R II Calcestruzzo di cemento R III Asfalto con inerte scuro R IV Asfalto liscio Cuto-off Semi cut-off Non cut-off 12 9 7 15 10 8 20 15 12 24 18 15 I valori in lux/cd/m2 sono riferiti a pavimentazioni con almeno un anno di usura.

 

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